Publié le 15 mars 2024

In sintesi:

  • Il segreto non è memorizzare 78 significati, ma capire i « pattern » e la struttura narrativa dei Tarocchi (numeri, semi, figure).
  • Le carte rovesciate non sono presagi negativi, ma indicano blocchi energetici interni su cui puoi lavorare.
  • Per iniziare, usa schemi semplici come la stesa a 3 carte (passato-presente-futuro) e concentrati sul dialogo con le immagini.
  • Quando leggi le carte a un amico, usa un linguaggio potenziante che apre a possibilità, non sentenze che chiudono le scelte.

L’idea di imparare a leggere i Tarocchi ti affascina, ma ti senti subito sopraffatto di fronte a un muro di 78 carte, ognuna con decine di significati da mandare a memoria? Se ti ritrovi a pensare « non ce la farò mai », sappi che è una sensazione comune e, soprattutto, basata su un presupposto sbagliato. Molti credono che la cartomanzia sia un esercizio di memoria, un’interrogazione scolastica in cui devi recitare a pappagallo definizioni imparate sui libri. Questa visione non solo è scoraggiante, ma uccide l’essenza stessa della lettura: l’intuizione.

Leggere le carte, che sia per te stesso o per un amico, non significa essere un dizionario vivente. Significa imparare un linguaggio simbolico, una sorta di « grammatica dell’anima » che si esprime attraverso le immagini. L’obiettivo non è sapere cosa significa la carta de « L’Imperatrice » in astratto, ma capire cosa sta comunicando *a te, in questo preciso momento, accanto a quelle specifiche carte*. Questo approccio trasforma lo studio da un’arida memorizzazione a un’entusiasmante esplorazione interiore.

In questa guida, non troverai lunghe liste di significati. Invece, ti fornirò una metodologia pratica, un percorso passo-passo per attivare la tua capacità intuitiva e iniziare a dialogare con le carte da subito. Scoprirai che hai già dentro di te tutto ciò che serve per comprendere i loro messaggi. Si tratta solo di darti il permesso di ascoltare in un modo nuovo, più profondo e personale.

Per chi preferisce un approfondimento sul potenziale trasformativo di questa pratica, il video seguente offre una riflessione sul ruolo dei Tarocchi come strumento di guarigione e consapevolezza, un complemento perfetto all’approccio pratico di questo articolo.

Per guidarti in questo percorso di apprendimento intuitivo, abbiamo strutturato l’articolo in sezioni chiare e progressive. Ogni passaggio è pensato per darti strumenti concreti e aumentare la tua fiducia, dalla preparazione energetica della lettura fino alle regole etiche per condividere i tuoi doni con gli altri.

Perché il modo in cui mescoli le carte influenza l’energia della stesa e come farlo correttamente?

Prima ancora di interpretare una singola carta, il modo in cui prepari il mazzo è fondamentale. Molti principianti vedono il mescolamento come un semplice atto meccanico per rendere casuale l’ordine delle carte. In realtà, è il primo passo del dialogo: è un rituale di calibrazione energetica. È il momento in cui la tua energia, le tue domande e l’energia del mazzo si sintonizzano. Un mescolamento distratto o frettoloso può portare a letture « rumorose » e poco chiare, mentre un approccio consapevole crea uno spazio mentale pulito e focalizzato.

Il mescolamento non serve solo a randomizzare, ma agisce come un atto meditativo per svuotare la mente da preconcetti e ansie. L’obiettivo, come suggerito da diverse scuole di pensiero, è stabilire una connessione profonda, quasi familiarizzando con le carte mentre le muovi tra le mani. Questo processo ti aiuta a passare da uno stato mentale analitico a uno stato intuitivo, più ricettivo ai messaggi simbolici. Per questo, esistono tecniche specifiche che vanno oltre il classico mescolamento « a cascata ».

Ecco tre metodi semplici ma potenti per caricare il mazzo con la tua intenzione:

  • Tecnica del « wash »: Spargi le carte a faccia in giù su un tavolo o un panno pulito. Con entrambe le mani, mescolale con movimenti circolari per circa 30 secondi. Questo gesto è ideale per spezzare energie stagnanti, specialmente se il mazzo non viene usato da tempo.
  • Mescolamento con respirazione: Tieni il mazzo tra le mani. Inspira profondamente mentre lo dividi in due metà. Espira lentamente mentre riunisci le due parti. Ripeti questo ciclo per sette volte, concentrandoti sulla domanda o sull’intenzione della lettura. Questo sincronizza il tuo ritmo interiore con le carte.
  • Metodo delle tre pile: Mentre pensi intensamente alla tua domanda, dividi il mazzo in tre pile distinte, da sinistra a destra. Prenditi un momento per « sentire » quale pila ti attira di più, poi riuniscile nell’ordine che la tua intuizione ti suggerisce, non necessariamente quello in cui le hai create.

Sperimentare queste tecniche ti farà capire che il modo in cui inizi la lettura è già parte della risposta. Non stai solo preparando le carte, stai preparando te stesso ad ascoltare.

Metodo a 3 carte o Croce Celtica: quale schema usare per rispondere a una domanda secca?

Una volta che il mazzo è energeticamente pronto, sorge una delle domande più comuni per un principiante: « quante carte devo tirare e come le dispongo? ». La scelta dello schema di lettura (o « stesa ») non è casuale, ma dipende dalla natura della tua domanda. Usare uno schema complesso come la Croce Celtica per una domanda diretta è come usare un’intera orchestra per suonare una singola nota: eccessivo e confusionario. Al contrario, usare solo tre carte per analizzare una situazione di vita complessa potrebbe risultare troppo semplicistico.

Per chi è agli inizi, la scelta si riduce principalmente a due opzioni classiche: il Metodo a 3 Carte e la Croce Celtica. Il primo è il tuo migliore amico per iniziare. È diretto, veloce e perfetto per domande « secche » che richiedono una visione chiara di una situazione. La sua struttura più comune (Passato / Presente / Futuro) fornisce una narrazione lineare e facile da seguire. La Croce Celtica, con le sue dieci carte, è uno strumento di analisi profonda, quasi psicologica. È ideale quando la domanda non è « cosa succederà? », ma « perché questa situazione continua a ripetersi nella mia vita? ».

Per aiutarti a scegliere con consapevolezza, ecco un confronto diretto tra i due metodi.

Confronto tra Metodo 3 Carte e Croce Celtica
Aspetto Metodo 3 Carte Croce Celtica
Numero di carte 3 10
Complessità Semplice e diretto Complessa e dettagliata
Tempo richiesto 5-10 minuti 20-30 minuti
Tipo di domande Cosa/Come – domande dirette Perché – situazioni complesse
Ideale per Principianti, risposte rapide Esperti, analisi approfondite

Il consiglio per un autodidatta è chiaro: padroneggia prima il Metodo a 3 Carte. Usalo per decine di letture, sperimenta diverse posizioni (es. Situazione / Azione / Risultato) e solo quando ti sentirai pienamente a tuo agio nel creare storie con tre sole immagini, avventurati nella complessità della Croce Celtica. Ricorda che non esiste uno schema « migliore » in assoluto, ma solo quello più adatto alla tua domanda e al tuo livello di esperienza. A volte, la risposta più profonda si trova nella semplicità.

Vista dall'alto di carte disposte in uno schema personalizzato su tavolo di legno

Come puoi vedere nell’immagine, con il tempo e l’esperienza, potrai anche superare gli schemi tradizionali e creare disposizioni personalizzate che rispondono in modo unico alle tue esigenze intuitive, trasformando ogni lettura in un atto creativo.

L’errore di temere le carte rovesciate come presagi di sventura invece che come blocchi interni

Poche cose terrorizzano un principiante quanto vedere una carta « spaventosa » come La Torre o La Morte apparire dritta. L’unica cosa peggiore? Vederla apparire rovesciata. L’errore più comune è interpretare una carta rovesciata come un raddoppiamento della sua negatività, una sorta di « sentenza di sventura » inappellabile. Questa visione fatalista è non solo scoraggiante, ma è l’esatto opposto della funzione potenziante dei Tarocchi. Una carta rovesciata non è una condanna, ma una diagnosi: ti sta mostrando dove l’energia è bloccata, repressa o usata in modo squilibrato.

Come sottolinea l’esperta Valentina Divitini nel suo lavoro, l’interpretazione non è sempre così binaria. Secondo il suo approccio, una carta rovesciata può rappresentare non l’opposto del suo significato, ma piuttosto « troppo poco » o « troppo » della sua energia quando è dritta. Per esempio, L’Imperatore rovesciato potrebbe indicare una mancanza di struttura e autodisciplina (« troppo poco ») oppure un eccesso di controllo e rigidità (« troppo »). Vedere la carta rovesciata come un segnale di squilibrio ti restituisce il potere: se c’è uno squilibrio, puoi agire per ripristinare l’armonia.

Una carta rovesciata può rappresentare non l’opposto del suo significato, ma ‘troppo poco’ o ‘troppo’ della sua energia dritta.

– Valentina Divitini (Malapuella), Leggere i Tarocchi. Una guida e molte idee

Invece di temere queste carte, impara a dialogarci. La prossima volta che ne estrai una, prova questo semplice ma potente esercizio di journaling per trasformare la paura in consapevolezza.

Piano d’azione: Dialogo con la carta rovesciata

  1. Posizionamento e Osservazione: Estrai una carta rovesciata e mettila davanti a te. Osservala per un minuto senza giudizio.
  2. Domanda di Apertura: Scrivi sul tuo diario: « Cara [nome della carta], cosa non sono ancora pronto/a a vedere di te o di me stesso/a in questo momento? ».
  3. Meditazione Visiva: Medita per 5 minuti sull’immagine, notando quali dettagli ti colpiscono ora che sono capovolti. Lascia che le sensazioni emergano liberamente.
  4. Domanda di Azione: Annota questa domanda: « Quale piccolo e concreto passo posso fare oggi per ‘raddrizzarti’ nella mia vita, ovvero per integrare la tua energia in modo equilibrato? ».
  5. Impegno Concreto: Trasforma la risposta che hai ricevuto in un’azione specifica, misurabile e da compiere entro le prossime 24 ore.

Questo approccio sposta la lettura da una predizione passiva a uno strumento di autodiagnosi attiva. La carta rovesciata diventa la tua migliore alleata, colei che ti indica con precisione il punto esatto su cui lavorare per la tua crescita personale.

Quando smettere di leggere le carte per evitare l’esaurimento energetico e risposte confuse?

Quando si inizia, l’entusiasmo può essere travolgente. Si vorrebbe fare una lettura dopo l’altra, interrogare le carte su ogni minimo dubbio, quasi come se fossero un motore di ricerca magico. Tuttavia, questa bulimia divinatoria porta quasi sempre a due risultati negativi: l’esaurimento energetico e la confusione totale. Leggere le carte non è un’attività mentale, è un processo che coinvolge la tua energia intuitiva e psichica. Ignorare i segnali di stanchezza significa ottenere risposte sempre più confuse, contraddittorie o, peggio, completamente mute.

È fondamentale capire che la cartomanzia, se praticata in modo ossessivo, può diventare una stampella emotiva. In Italia, è un fenomeno rilevante che, secondo alcune stime, coinvolge quasi 12 milioni di italiani ogni anno, con rischi di dipendenza quando si perde la capacità di prendere decisioni in autonomia. Sapere quando fermarsi non è solo una questione di qualità della lettura, ma anche di salute mentale e responsabilità personale. Non dovresti mai fare più di una lettura approfondita al giorno sullo stesso argomento e dovresti evitare di porre la stessa domanda ripetutamente sperando in una risposta diversa. Se le carte ti hanno già parlato, insistere è solo un modo per creare « rumore » e sfiducia nella tua stessa intuizione.

Impara a riconoscere i segnali che il tuo « canale intuitivo » è saturo. Ecco una checklist pratica per capire quando è il momento di dire « basta » per oggi:

  • Le carte diventano « mute »: Fissi le immagini ma non ricevi alcun messaggio, nessuna storia, nessuna emozione. Vedi solo cartone stampato.
  • Le interpretazioni si contraddicono: Una carta sembra dire una cosa, quella successiva l’esatto opposto, creando un caos senza senso logico.
  • Stai ponendo la stessa domanda per la terza volta: Questo è il segnale più chiaro che non stai cercando una guida, ma una risposta specifica che vuoi sentirti dire.
  • Senti stanchezza fisica: Un leggero mal di testa, occhi pesanti o una sensazione di spossatezza sono i modi in cui il tuo corpo ti dice che l’energia è esaurita.
  • Inizi a forzare i significati: Stai cercando di incastrare le interpretazioni dei libri con la stesa, anche se a livello intuitivo non le « senti » per niente autentiche.
Mani che lavano via l'energia dopo una lettura di tarocchi

Quando riconosci uno o più di questi segnali, ringrazia le carte, raccogli il mazzo e riponilo. Concludi la sessione con un piccolo rituale di chiusura, come lavarti le mani con acqua fredda immaginando di « lavare via » l’energia residua della lettura. Rispettare i tuoi limiti energetici renderà le tue future letture infinitamente più chiare e potenti.

Cosa non dire mai quando leggi le carte a un amico per non condizionare le sue scelte?

Leggere le carte per un amico è un atto di grande generosità e fiducia, ma comporta anche un’enorme responsabilità. L’errore più grave che un lettore, specialmente un principiante, può commettere è formulare le interpretazioni come sentenze definitive. Parole come « devi », « sarà » o « è destino » possono avere un impatto profondamente condizionante, privando l’amico del suo potere decisionale e del suo libero arbitrio. Il tuo ruolo non è quello di un oracolo che predice un futuro immutabile, ma quello di un traduttore di energie: mostri le correnti presenti, le potenzialità e i blocchi, ma è sempre l’altra persona a decidere come navigare quelle acque.

Un approccio etico e potenziante si basa sull’uso di un linguaggio che apre possibilità, non che le chiude. Invece di dare ordini o fare previsioni, offri prospettive e spunti di riflessione. La chiave è trasformare ogni interpretazione in un’opportunità di scelta per l’altro. Ricorda: le carte mostrano una delle tante strade possibili, non l’unica.

La tecnica della « domanda di ritorno »

Immagina che esca la carta dell’Eremita per un amico che ti chiede del suo lavoro. Invece di dire « devi prenderti un periodo di pausa e stare da solo », che suona come un ordine, puoi usare la « domanda di ritorno ». Trasforma l’interpretazione in una domanda riflessiva: « Questa carta suggerisce un bisogno di introspezione. In quale area del tuo lavoro senti che un po’ più di riflessione solitaria e meno ‘rumore’ esterno potrebbero aiutarti a fare chiarezza? ». Questo approccio restituisce immediatamente il potere all’amico, invitandolo a trovare la sua personale risposta all’interno del simbolo proposto.

Per evitare di cadere nella trappola del « guru », è utile avere una lista di parole da evitare e le loro alternative potenzianti. Questo non è solo un esercizio di semantica, ma un vero e proprio allenamento all’empatia e al rispetto.

  • Mai dire « DEVI » → Sostituisci con « Potresti considerare… » o « La carta invita a… ».
  • Mai dire « SARÀ » → Sostituisci con « L’energia attuale suggerisce che… » o « C’è una forte potenzialità per… ».
  • Mai dire « SEMPRE/MAI » → Sostituisci con « In questo momento, la situazione appare come… »
  • Mai dire « È DESTINO » → Sostituisci con « C’è un’energia che favorisce questo percorso… ».
  • Mai dire « NON HAI SCELTA » → Sostituisci con « Una delle strade che le carte mostrano è questa… quali altre ne vedi tu? ».

Come leggere i Tarocchi intuitivamente senza memorizzare centinaia di significati a memoria?

Arriviamo al cuore del problema: come si può leggere un mazzo di 78 carte senza passare mesi a studiare libri su libri? La risposta è un cambio di prospettiva radicale: smetti di vedere le carte come 78 entità separate e inizia a vederle come parte di un sistema strutturato e coerente. Proprio come non impari una lingua memorizzando l’intero dizionario, ma comprendendone la grammatica, la sintassi e le famiglie di parole, così puoi imparare i Tarocchi riconoscendone i « pattern » ricorrenti.

Questo approccio si basa sull’apprendimento di poche regole fondamentali che, una volta interiorizzate, ti permettono di dedurre il significato di quasi ogni carta. Invece di 78 cose da sapere, ti concentri su 4 sistemi principali che si intersecano tra loro. Questo non solo rende l’apprendimento più veloce, ma anche molto più profondo, perché capisci il « perché » dietro ogni significato.

Ecco i 4 pilastri del metodo dei pattern che costituiscono la « grammatica » dei Tarocchi:

  • La progressione numerologica da 1 a 10: Ogni numero ha un’energia. L’Asso (1) è sempre il potenziale puro, l’inizio. Il 5 è spesso un momento di conflitto o cambiamento. Il 10 rappresenta il culmine, il completamento di un ciclo (nel bene o nel male). Conoscendo l’energia dei numeri, puoi già intuire la fase di un processo.
  • L’energia dei 4 Semi (Arcani Minori): I semi rappresentano le quattro aree dell’esperienza umana. Bastoni = azione, creatività, passione, lavoro. Coppe = emozioni, relazioni, intuizione. Spade = pensiero, comunicazione, conflitto, verità. Denari = mondo materiale, finanze, stabilità, corpo fisico. Combinando un numero e un seme (es. Cinque di Spade), puoi già dedurre: « un conflitto (5) nel regno del pensiero (Spade) ».
  • Il Viaggio dell’Eroe (Arcani Maggiori): Le 22 carte degli Arcani Maggiori non sono isolate, ma raccontano una storia. È il viaggio archetipico dell’anima, dal Matto (0), l’innocente che inizia il percorso, fino al Mondo (21), il completamento e l’integrazione. Conoscere questa sequenza ti aiuta a capire dove si trova una persona nel suo percorso di vita.
  • I ruoli delle Carte di Corte: Le 16 Figure (Fante, Cavaliere, Regina, Re) possono rappresentare persone, aspetti della nostra personalità o modi di approcciare una situazione. Il Fante è l’apprendista, il Cavaliere è l’azione focalizzata, la Regina è la maestria interiore e ricettiva, il Re è l’autorità esteriore e la gestione.

Una volta compresi questi schemi, puoi iniziare a « leggere » le stese come se fossero frasi. Un metodo molto efficace è la « Sintassi dei Tarocchi », che puoi applicare a una stesa a 3 carte. Come illustrato in vari approcci intuitivi, puoi considerare la prima carta come il Soggetto (la situazione), la seconda come il Verbo (l’azione o il processo in corso) e la terza come l’Oggetto (il risultato o l’esito potenziale). Questo semplice trucco trasforma tre immagini statiche in una storia dinamica e piena di senso.

Tarocchi o Carte degli Angeli: quale mazzo scegliere se sei una persona molto sensibile?

La scelta del primo mazzo è un momento emozionante, ma può anche generare dubbi, specialmente per le persone molto sensibili o empatiche. L’immaginario a volte crudo e diretto dei Tarocchi tradizionali (come la Morte, il Diavolo, la Torre) può risultare intimidatorio. Se senti che questo potrebbe essere un ostacolo per te, è importante sapere che esistono alternative valide, come le Carte degli Angeli o altri mazzi oracolari.

La differenza fondamentale non è estetica, ma funzionale. I Tarocchi sono uno specchio psicologico completo: riflettono la totalità dell’esperienza umana, includendo sia la luce che l’ombra, le gioie come le sfide più dure. La loro funzione è portare consapevolezza, anche su aspetti scomodi di noi stessi. Le Carte degli Angeli, invece, agiscono più come un consigliere amorevole e rassicurante. Il loro scopo primario è offrire supporto, incoraggiamento e guida spirituale attraverso messaggi prevalentemente positivi.

Nessuno dei due è « migliore » dell’altro, semplicemente rispondono a bisogni diversi. Ecco un confronto per aiutarti a capire quale strumento potrebbe risuonare meglio con te in questo momento della tua vita.

Tarocchi vs Carte Angeliche per persone sensibili
Aspetto Tarocchi Carte Angeliche
Funzione principale Specchio psicologico completo Consigliere amorevole
Complessità 78 carte, sistema strutturato Numero variabile, libertà interpretativa
Temi affrontati Luce e ombra, totalità dell’esperienza Positività, incoraggiamento, guida spirituale
Curva di apprendimento Ripida inizialmente, maestria infinita Piatta, facili da usare subito
Ideale per chi cerca Autoconsapevolezza profonda Conforto e supporto emotivo

È anche importante notare che non si tratta di una scelta esclusiva. Come sottolinea l’esperto Giordano Berti, esistono infinite vie di mezzo. Esistono centinaia di mazzi di Tarocchi moderni con un’arte più dolce e sognante, così come mazzi oracolari tematici che offrono una profondità maggiore rispetto alle classiche carte angeliche, senza però avere la rigida struttura tecnica dei Tarocchi. Il consiglio migliore è fidarti della tua attrazione: scegli il mazzo le cui immagini ti « parlano » e ti fanno sentire a tuo agio. Sarà quello giusto per iniziare il tuo viaggio.

La scelta del mazzo è il primo passo del tuo percorso. Per fare una scelta informata, valuta attentamente le differenze funzionali tra Tarocchi e altri oracoli.

Da ricordare

  • La chiave della lettura non è la memoria, ma la comprensione dei « pattern » narrativi (numeri, semi, figure) che formano il linguaggio dei Tarocchi.
  • Le carte difficili o rovesciate non sono sentenze, ma diagnosi precise di blocchi energetici interni, offrendoti l’opportunità di agire.
  • L’etica della comunicazione è fondamentale: il tuo ruolo è aprire possibilit�� e stimolare la riflessione, non dettare un futuro immutabile.

Perché i Tarocchi richiedono più studio tecnico rispetto alla libertà delle carte angeliche?

Dopo aver visto le differenze funzionali, è giusto sottolineare un aspetto cruciale: l’impegno richiesto. La facilità d’uso immediata delle carte angeliche è uno dei loro punti di forza, ma è anche il riflesso di una struttura meno complessa. Spesso, queste carte contengono una parola chiave o una frase direttamente stampata su di esse, rendendo l’interpretazione molto diretta. Non c’è un sistema interconnesso da imparare, ogni carta è un messaggio a sé stante.

I Tarocchi, al contrario, funzionano come un sistema complesso e interdipendente. Il significato di una carta cambia sottilmente in base alle carte che la circondano. La Regina di Coppe accanto al Sole avrà una sfumatura diversa rispetto alla stessa Regina accanto alla Luna. Questa profondità richiede uno studio più strutturato: non basta capire una carta, bisogna capire le sue relazioni con tutte le altre. Questo è il motivo per cui la curva di apprendimento dei Tarocchi è notevolmente più ripida.

Per darti un’idea concreta del diverso livello di impegno, possiamo visualizzare le tappe di apprendimento per entrambi gli strumenti:

  • Carte Angeliche – Settimana 1: Già dopo poche ore di familiarizzazione, sei in grado di fare letture semplici per te stesso e per gli amici.
  • Carte Angeliche – Mese 1: Hai probabilmente raggiunto la piena padronanza del tuo mazzo e del suo stile comunicativo.
  • Tarocchi – Mese 1: Hai una comprensione di base degli Arcani Maggiori e della loro storia, il « Viaggio dell’Eroe ».
  • Tarocchi – Mese 6: Stai iniziando a integrare comodamente gli Arcani Minori (i semi e i numeri) e a vedere le prime connessioni nelle stese.
  • Tarocchi – Anno 1 e oltre: La vera maestria inizia qui. Continui a scoprire nuove sfumature, connessioni e livelli di interpretazione. La pratica dei Tarocchi è un percorso di apprendimento che dura tutta la vita.

Questa differenza non deve spaventare, ma ispirare rispetto per la profondità dello strumento. Scegliere i Tarocchi significa intraprendere un percorso di studio che è anche un profondo viaggio di autoconoscenza. La ricompensa per questo impegno è l’acquisizione di un linguaggio simbolico incredibilmente ricco e versatile, capace di offrire una guida precisa e sfaccettata per ogni aspetto della vita.

Ora hai una mappa chiara per iniziare il tuo percorso. Il prossimo passo non è acquistare un altro libro, ma prendere in mano il tuo mazzo, scegliere una sola carta e, per cinque minuti, osservarla senza cercare il suo significato. Chiediti semplicemente: « Cosa vedo? Cosa sento? ». La tua avventura nella lettura intuitiva inizia da questa semplice domanda.

Domande frequenti su Come imparare la lettura delle carte partendo da zero senza memorizzare libri interi?

Quali sono le domande giuste da fare ai Tarocchi?

Le domande migliori sono quelle aperte che iniziano con « Come posso… », « Cosa devo capire riguardo a… », o « Qual è l’energia che circonda questa situazione? ». Evita domande chiuse (sì/no) e domande che cercano di controllare gli altri (es. « Cosa prova X per me? »). L’obiettivo è ricevere una guida per te stesso, non spiare gli altri.

Posso leggere le carte per me stesso o è sconsigliato?

Assolutamente sì. Leggere le carte per se stessi è uno dei modi più potenti per sviluppare l’intuizione e la consapevolezza personale. L’unica sfida è rimanere obiettivi. Se ti accorgi di interpretare le carte solo come vorresti, fai una pausa e riprova in un momento di maggiore calma emotiva.

Quanto spesso è consigliabile fare una lettura sulla stessa situazione?

Meno è meglio. Una volta ricevuta una risposta chiara, è importante lasciare tempo affinché la situazione si evolva. Fare letture ossessive sulla stessa domanda ogni giorno crea solo confusione e sfiducia. In genere, è saggio attendere almeno qualche settimana o finché non ci sono stati sviluppi significativi prima di interrogare di nuovo le carte sullo stesso argomento.

Rédigé par Elena Vitali, Tarologa e studiosa di simbologia sacra, pratica la lettura dei Tarocchi di Marsiglia e Rider-Waite da oltre 12 anni come strumento di introspezione psicologica. Fondatrice di un metodo di lettura intuitiva che unisce la tradizione cartomantica alla psicologia moderna.