Publié le 16 mai 2024

Contrariamente a quanto si crede, la chiave per eliminare lo stress non è cercare esperienze spirituali « elevate », ma costruire solide fondamenta energetiche partendo dal radicamento.

  • Il malessere cronico, come il mal di schiena, è spesso un sintomo di insicurezza e sradicamento legati al primo chakra.
  • Stimolare i chakra superiori senza aver prima stabilizzato le basi può aumentare ansia e confusione, invece di ridurle.

Raccomandazione: Invece di concentrarti subito sul « terzo occhio », dedica 5 minuti al giorno a esercizi di radicamento per i piedi. La vera vitalità nasce dalla terra, non dal cielo.

Ti senti costantemente sotto pressione, con le energie prosciugate e forse anche con quel fastidioso mal di schiena che non ti dà tregua? Probabilmente hai già provato di tutto: dalla meditazione guidata online alla ricerca di pensieri positivi, eppure quella sensazione di profonda stanchezza e ansia di fondo non se ne va. Ci viene spesso detto di « elevarci », di « aprire la mente », di puntare a stati di coscienza superiori. Ma se la soluzione non fosse in alto, tra le nuvole dei nostri pensieri, ma proprio sotto i nostri piedi?

L’approccio al riequilibrio dei chakra è spesso frainteso come una corsa verso l’apertura del terzo occhio o del chakra della corona. Si parla di cristalli, colori, diete specifiche, ma si trascura l’elemento più importante: le fondamenta. Questo articolo ti guiderà in un percorso diverso, un viaggio che parte dal corpo e non dalla mente. Insieme, esploreremo il dialogo tra i tuoi sintomi fisici, come lo stress cronico, e il linguaggio dei tuoi centri energetici. Capiremo che la vera vitalità non si trova fuggendo verso l’alto, ma imparando a mettere radici profonde nella nostra sicurezza terrena. È un invito a onorare il tuo corpo, a sentirlo e a costruire il tuo benessere dal basso verso l’alto, un passo stabile alla volta.

In questo percorso, scopriremo insieme come ascoltare i messaggi del nostro corpo, come trasformare l’insicurezza in stabilità e come mantenere un equilibrio energetico che si rifletta concretamente in una vita più serena e vitale.

Perché il mal di schiena lombare è spesso legato a un blocco del primo chakra?

Quel dolore sordo e persistente nella parte bassa della schiena non è quasi mai solo una questione fisica. È il tuo corpo che ti parla, che usa un linguaggio primordiale per comunicare un disagio più profondo. Nel sistema dei chakra, la zona lombare è strettamente connessa a Muladhara, il primo chakra, il centro energetico della stabilità, della sicurezza e del nostro diritto di esistere. Quando questo chakra è bloccato o squilibrato, il corpo manifesta questa instabilità proprio nel punto che dovrebbe sostenerci: la base della nostra colonna vertebrale.

Caso clinico psicosomatico del mal di schiena lombare

Le patologie del sistema scheletrico sono spesso riconducibili al primo chakra. Il dolore ai lombi può essere visto come il prolungamento emotivo di uno stato di insicurezza, come se ci sentissimo minacciati o instabili nel luogo in cui viviamo. Come evidenzia una lettura psicosomatica del mal di schiena, questo dolore ci impedisce di stare ben eretti, la postura che incarna equilibrio e sicurezza. È un segnale che ci invita a interrogarci sulle nostre « fondamenta » esistenziali: ci sentiamo al sicuro? Siamo stabili nella nostra vita, nel nostro lavoro, nelle nostre relazioni?

Il blocco del primo chakra si manifesta con una sensazione di precarietà. È la paura di non avere abbastanza, che si tratti di soldi, amore o sicurezza. Il corpo traduce questa paura in tensione fisica. Il mal di schiena lombare ti costringe a piegarti, a proteggerti, impedendoti di avanzare con fiducia. Altri sintomi fisici possono accompagnare questo disturbo, creando un quadro più ampio dello squilibrio. Infatti, tra i disturbi più comuni associati a un Muladhara debole, gli studi di Arhanta Yoga includono problemi alla vescica, costipazione e debolezza nelle gambe, tutti segnali che il nostro « centro di gravità » energetico è compromesso.

Riconoscere questo legame è il primo, fondamentale passo verso la guarigione. Non si tratta più di combattere un sintomo fisico, ma di accogliere un messaggio. Il tuo corpo non è rotto, ti sta solo chiedendo di prenderti cura delle tue radici, di ricostruire la tua base e di ritrovare un senso di stabilità interiore che, inevitabilmente, si rifletterà in una schiena più forte e in una postura più sicura nella vita.

Come sbloccare il chakra della radice in 5 minuti al giorno con esercizi di radicamento?

Ora che abbiamo compreso il « perché », passiamo al « come ». Non servono ore di pratiche complesse per iniziare a ricostruire le tue fondamenta energetiche. Bastano cinque minuti al giorno, un piccolo rituale per riconnetterti con la terra e con il tuo senso di stabilità. L’obiettivo è semplice: spostare l’energia e l’attenzione dalla testa, dove risiedono ansie e preoccupazioni, ai piedi, il nostro punto di contatto con il mondo fisico.

Uno degli esercizi più potenti è la meditazione del radicamento. Trova un posto tranquillo dove puoi sederti con la schiena dritta e i piedi ben appoggiati a terra, preferibilmente senza scarpe. Chiudi dolcemente gli occhi e porta l’attenzione al tuo respiro. Inizia a respirare in modo consapevole: inspira lentamente contando fino a 4, trattieni il respiro per 2 secondi e poi espira molto lentamente, contando fino a 6. Questa espirazione prolungata calma il sistema nervoso e segnala al corpo che è al sicuro.

Piedi nudi su terreno naturale con radici energetiche che scendono nella terra

Mentre continui a respirare, sposta la tua attenzione alla pianta dei piedi. Immagina che da ogni piede partano delle radici forti e luminose, simili a quelle di un grande albero. Visualizzale mentre scendono in profondità nella terra, attraversando strati di suolo e roccia, fino a raggiungere il cuore caldo e pulsante del pianeta. Senti come queste radici ti ancorano, ti danno stabilità e ti nutrono con l’energia potente e rassicurante della Terra. Resta in questa visualizzazione per qualche minuto, sentendo la sicurezza e il sostegno che ne derivano.

Questo semplice esercizio, praticato con costanza, inizia a riprogrammare il tuo sistema energetico. Insegna al tuo corpo, a un livello profondo, che sei supportato e al sicuro. È un atto d’amore verso te stesso, un modo per dichiarare: « Io sono qui, sono stabile, ho il diritto di occupare il mio spazio ». Cinque minuti possono sembrare pochi, ma sono un seme potente piantato nel terreno fertile della tua routine quotidiana, un seme che crescerà in un albero forte e ben radicato.

Cibo vibrante o digiuno: quale strategia nutrizionale aiuta meglio l’apertura del terzo occhio?

Quando iniziamo a sentirci più stabili, è naturale che la nostra curiosità si sposti verso i chakra superiori, in particolare verso Ajna, il sesto chakra o « terzo occhio », centro dell’intuizione e della percezione sottile. L’alimentazione gioca un ruolo cruciale in questo processo, ma sorgono spesso dubbi: è meglio un’alimentazione ricca di « cibi vibranti » o praticare il digiuno? La risposta, come sempre nel mondo olistico, non è univoca, ma dipende dalla fase in cui ti trovi.

Da un lato, l’approccio del « cibo vibrante » si concentra sul nutrire la ghiandola pineale, la controparte fisica del terzo occhio, con alimenti specifici. Cibi di colore viola e indaco come mirtilli, uva nera, melanzane e cavolo viola sono ricchi di antiossidanti che aiutano a proteggere questa ghiandola sensibile. Dall’altro lato, il digiuno intermittente, ovvero concentrare i pasti in una finestra di 8 ore e digiunare per le restanti 16, viene proposto come una tecnica di « reset » energetico. L’idea è che, riducendo il carico digestivo, il corpo possa dedicare più energia a processi di purificazione e sensibilizzazione a livello sottile.

Per chiarire quale approccio sia più adatto, è utile confrontarli direttamente, tenendo sempre a mente il principio fondamentale del radicamento.

Un confronto tra le strategie nutrizionali mostra che non esiste un’opzione superiore in assoluto, ma una più adatta al momento. Come indica una recente analisi comparativa, la scelta dipende dal proprio equilibrio energetico.

Confronto tra cibo vibrante e digiuno per il terzo occhio
Strategia Benefici Rischi Quando applicarla
Cibo vibrante viola/indaco Antiossidanti per la ghiandola pineale Rischio di ortoressia se eccessivo Fase preparatoria
Digiuno intermittente Reset energetico, maggiore sensibilità Sradicamento se chakra inferiori instabili Dopo stabilizzazione chakra base
Neuro-nutrienti (iodio, magnesio, boro) Contrasto calcificazione pineale Eccesso può squilibrare altri sistemi Integrazione costante moderata

Il ruolo del digiuno intermittente per la ghiandola pineale

Il digiuno intermittente e l’assunzione di acqua pura possono effettivamente stimolare un reset, migliorando la comunicazione tra la ghiandola pineale e l’ipofisi. La pineale, che secerne melatonina, è fondamentale per i ritmi sonno-veglia e l’umore. Praticare il digiuno in un contesto di meditazione può potenziare questa funzione, ma è un passo da compiere con consapevolezza, solo quando le fondamenta energetiche sono solide.

La vera saggezza sta nell’integrare le due strategie. Si può iniziare con una fase preparatoria, arricchendo la dieta di cibi vibranti per nutrire il corpo. Solo quando ci si sente ben radicati e stabili, si può esplorare con cautela il digiuno intermittente, non come una privazione, ma come uno strumento per affinare la percezione. Tentare di « aprire » il terzo occhio con il digiuno senza una base solida è come cercare di far volare un aquilone senza filo: si rischia solo di perdere il controllo e di sentirsi ancora più dispersi.

Il pericolo di stimolare eccessivamente i chakra alti trascurando le basi del radicamento

Viviamo in una cultura che glorifica l’intelletto, la spiritualità « aerea » e la ricerca di esperienze trascendentali. Questa spinta verso l’alto, se non bilanciata, può creare una pericolosa disconnessione dalla realtà fisica e materiale. Nel linguaggio dei chakra, questo si traduce nel tentativo di « forzare » l’apertura dei centri energetici superiori (gola, terzo occhio, corona) senza aver prima costruito e consolidato le fondamenta dei chakra inferiori (radice, sacrale, plesso solare). È un errore comune e insidioso, una vera e propria « illusione spirituale ».

Quando si stimolano eccessivamente i chakra alti senza un adeguato radicamento, il risultato non è l’illuminazione, ma lo squilibrio. Si può diventare « spaziali », con la testa perennemente tra le nuvole, incapaci di gestire gli aspetti pratici della vita come le finanze o le relazioni. Si manifestano difficoltà di concentrazione, confusione mentale e una sorta di goffaggine sociale. Il corpo stesso ne risente, con ginocchia instabili e problemi posturali, come se non riuscisse più a sostenere il peso di una testa « troppo piena ».

Prima di arrivare a lavorare sui chakra superiori (5°, 6° e 7° chakra), occorre aver integrato quelli inferiori (dal 1° al 3°)

– Simone, Visione Olistica

Questo non significa che i chakra superiori non siano importanti, ma che la loro sana attivazione dipende dalla solidità della base. È come costruire una casa: nessuno inizierebbe dal tetto. Il ponte che collega il mondo materiale (chakra 1-3) e quello spirituale (chakra 5-7) è Anahata, il quarto chakra, il cuore. Un cuore aperto può esistere solo se si sente al sicuro (1° chakra), se può provare gioia (2° chakra) e se ha una sana autostima (3° chakra). Solo allora l’energia può fluire armoniosamente verso l’alto, permettendo una comunicazione autentica (5°), un’intuizione chiara (6°) e una connessione spirituale genuina (7°).

Figura umana in meditazione con chakra del cuore luminoso che connette terra e cielo

Checklist: sei a rischio di squilibrio da « testa tra le nuvole »?

  1. Postura e Respiro: Noti che il tuo petto tende a chiudersi e la testa a disallinearsi dal corpo, specialmente quando l’autostima è bassa?
  2. Focus Mentale: Ti senti spesso « spaziale », confuso/a o hai difficoltà a concentrarti su compiti pratici e quotidiani?
  3. Gestione Pratica: Hai difficoltà nella gestione finanziaria o tendi a procrastinare decisioni importanti sulla tua sicurezza materiale?
  4. Relazioni e Corpo: Ti senti goffo/a nelle interazioni sociali o sperimenti instabilità fisica, come inciampare spesso o avere problemi alle ginocchia?
  5. Emozioni: Tendi a intellettualizzare le emozioni invece di sentirle nel corpo, cercando una « fuga » spirituale dai problemi terreni?

Ignorare le basi per inseguire visioni mistiche è la via più rapida per l’ansia e la disconnessione. La vera spiritualità è incarnata: è la capacità di essere pienamente presenti nel proprio corpo, con i piedi ben piantati a terra, mentre si guarda verso il cielo. È un equilibrio delicato che richiede pazienza, dolcezza e un profondo rispetto per il proprio tempio fisico.

Quando sai che i tuoi chakra sono finalmente allineati e come mantenere questo stato?

L’allineamento dei chakra non è un’esperienza mistica esplosiva o un traguardo da raggiungere una volta per tutte. È piuttosto uno stato di flusso, un’armonia dinamica che si riflette in modo molto concreto nella nostra vita di tutti i giorni. Non devi aspettarti di vedere aure colorate o di levitare in meditazione. Saprai che i tuoi chakra sono in equilibrio quando sentirai una profonda coerenza tra come ti senti dentro e come si manifesta la tua vita fuori.

Un indicatore chiave è l’armonia nelle diverse aree della tua esistenza. Come suggerisce la cristalloterapia olistica, ci sono 7 aree di vita che corrispondono ai 7 chakra principali: ti senti sicuro/a economicamente e nel tuo ambiente (1° chakra)? Provi gioia e creatività (2°)? Hai una sana autostima e potere personale (3°)? Le tue relazioni sono equilibrate e nutrienti (4°)? Riesci a esprimere la tua verità con chiarezza (5°)? Ti fidi della tua intuizione (6°)? Senti una connessione a qualcosa di più grande di te (7°)? Quando queste aree sono in flusso, senza sforzo, è un ottimo segno di equilibrio energetico.

Ma come mantenere questo stato delicato, specialmente quando la vita ci mette alla prova con traslochi, cambi di lavoro o difficoltà relazionali? La chiave è la pratica costante e consapevole, non la perfezione. Si tratta di sviluppare una sorta di « igiene energetica » quotidiana. Non smetteresti mai di lavarti i denti, e allo stesso modo, dedicare pochi minuti al giorno al tuo benessere energetico dovrebbe diventare un’abitudine irrinunciabile.

Piano di mantenimento ciclico dei chakra

  1. Check-in Energetico Quotidiano: Appena sveglio/a, dedica 2 minuti a « sentire » il tuo corpo. C’è qualche tensione? Quale parte di te ha bisogno di attenzione oggi?
  2. Focus Settimanale a Rotazione: Dedica ogni settimana a un chakra specifico. Ad esempio, una settimana ti concentri sul radicamento (1°), quella dopo sulla creatività (2°), e così via.
  3. Pratiche Mirate: Integra piccole pratiche nella tua routine. Ad esempio, pratica la posizione dell’albero (Vrksasana) mentre aspetti che bolla l’acqua per il tè, per rafforzare il contatto con la terra (1° chakra).
  4. Adattamento Stagionale e di Vita: Sii flessibile. Durante un trasloco o un cambio di lavoro, intensifica il lavoro sul primo chakra. Se stai affrontando una discussione importante, lavora sul quinto (gola).
  5. Valutazione Mensile: Una volta al mese, rifletti onestamente sulle 7 aree della tua vita. Dove c’è flusso? Dove c’è attrito? Usa questa consapevolezza per orientare le tue pratiche per il mese successivo.

Mantenere l’allineamento non significa non avere mai più problemi. Significa avere gli strumenti e la consapevolezza per tornare al proprio centro più rapidamente, con più dolcezza e con meno dramma. È la differenza tra essere una barca in balia della tempesta e essere una barca con un timone solido e un capitano consapevole al comando, capace di navigare anche le acque più agitate con grazia e sicurezza.

Come abbinare i cristalli ai 7 chakra per un trattamento di autoguarigione completo a casa?

I cristalli sono meravigliosi alleati nel nostro percorso di riequilibrio energetico. Non sono oggetti magici, ma strumenti che, grazie alla loro struttura molecolare stabile e pura, vibrano a frequenze specifiche che possono aiutarci a « ri-accordare » i nostri centri energetici. Usarli a casa è un modo semplice e profondo per sostenere il lavoro che facciamo con la meditazione e la consapevolezza. L’abbinamento più comune si basa sul colore, ma è importante conoscere anche le proprietà specifiche di ogni pietra.

Il principio è posizionare il cristallo corrispondente sul punto del corpo associato al chakra per circa 10-15 minuti, mentre si è sdraiati e rilassati. Questo permette al campo energetico del cristallo di interagire con il nostro. Per un trattamento completo, si può posizionare una pietra su ogni chakra contemporaneamente. Ad esempio, una Tormalina Nera tra i piedi per il radicamento, una Corniola sull’addome inferiore per la creatività, un Quarzo Rosa sul petto per il cuore, e così via, seguendo la mappa del nostro corpo energetico.

Qui sotto trovi una tabella essenziale per iniziare il tuo percorso di autoguarigione con i cristalli. Ricorda che la scelta della pietra è anche molto intuitiva: a volte, il cristallo da cui sei più attratto/a è proprio quello di cui hai più bisogno.

Per una scelta consapevole, è utile avere una guida di riferimento. Questa tabella riassume le corrispondenze di base e le modalità d’uso per iniziare a praticare.

Cristalli essenziali per i 7 chakra e loro proprietà
Chakra Cristallo principale Proprietà Modalità d’uso
1° Radice Tormalina nera, Ematite Radicamento, protezione Sotto i piedi durante meditazione
2° Sacrale Corniola, Pietra di Luna Creatività, emozioni Sull’addome inferiore
3° Plesso solare Ambra, Quarzo citrino Volontà, autostima Sopra l’ombelico
4° Cuore Quarzo rosa, Avventurina Amore, empatia Centro del petto
5° Gola Acquamarina Comunicazione Base della gola
6° Terzo occhio Sodalite, Lapislazzuli Intuizione Centro fronte
7° Corona Ametista, Quarzo ialino Spiritualità Sommità del capo

Utilizzo pratico della Tormalina Nera per il radicamento

La Tormalina Nera è un esempio perfetto di come usare un cristallo. La sua potente azione radicante agisce sul primo chakra e persino sui chakra secondari dei piedi. Un consiglio pratico è tenerne un pezzo in mano dopo una meditazione « elevata » per aiutare a « riportare a terra » l’energia e riequilibrare il sistema. È una pietra molto sensibile che assorbe le negatività, quindi è fondamentale purificarla spesso, altrimenti la sua efficacia diminuisce.

I tuoi punti chiave per la cura dei cristalli

  1. Purificazione: Prima di ogni utilizzo, « pulisci » il cristallo dalle energie accumulate. Il metodo più semplice e sicuro per la maggior parte delle pietre è passarle sotto acqua corrente fredda per alcuni minuti, con l’intenzione di lavare via ogni negatività.
  2. Ricarica: Dopo essere stato purificato, il cristallo ha bisogno di essere « ricaricato ». Esponilo alla luce della luna piena o posizionalo per una notte su un grappolo di Quarzo Ialino o una lastra di Selenite, che agiscono come caricatori naturali.
  3. Attenzione alla Luce: Sii consapevole che alcune pietre, come l’Ametista o il Quarzo Rosa, possono sbiadire se esposte alla luce diretta del sole per troppo tempo. La Tormalina Nera, in particolare, non ama il sole diretto.
  4. Programmazione: Tieni il cristallo purificato tra le mani, chiudi gli occhi e definisci un’intenzione chiara e positiva. « Programma » la pietra affinché ti aiuti nel tuo intento (es. « Aiutami a sentirmi più radicato/a e sicuro/a »).
  5. Conservazione e Integrazione: Quando non li usi, conserva i tuoi cristalli in un sacchetto di tessuto naturale. Puoi anche creare piccole « griglie » di cristalli intorno al tuo letto o sulla scrivania per creare un campo energetico di supporto.

Lavorare con i cristalli è un dialogo silenzioso e vibratorio. Più li usi con intenzione e rispetto, più diventeranno potenti alleati nel tuo cammino verso il benessere e l’equilibrio interiore.

Come sbloccare il chakra della radice quando i problemi economici ti tolgono il sonno?

L’ansia per i soldi è una delle forme di stress più concrete e debilitanti. Quando le preoccupazioni finanziarie ci tengono svegli la notte, non è solo la nostra mente a essere in subbuglio, ma tutto il nostro sistema energetico. Questa paura attacca direttamente le fondamenta della nostra sicurezza, mandando in tilt il primo chakra, Muladhara. In questi momenti, sentirsi dire di « pensare positivo » è non solo inutile, ma anche frustrante. Ciò di cui abbiamo bisogno è un intervento pratico, corporeo, che possa calmare il sistema nervoso e ristabilire un senso di sicurezza di base, anche quando le circostanze esterne sono difficili.

Il primo passo è riconoscere che l’energia segue il pensiero, ma il corpo ha bisogno di segnali concreti di sicurezza. Lavorare con pietre da radicamento come la Tormalina Nera o l’Ematite può essere di grande aiuto. Queste pietre, allineate con le frequenze del primo chakra, stimolano il contatto con l’energia stabile e nutriente della terra, aiutandoci a prendere coscienza dei nostri stati emotivi (come tristezza e rabbia legati all’insicurezza) senza esserne travolti. Il loro peso e la loro freddezza nella mano sono un’ancora fisica che riporta la nostra attenzione dal futuro incerto al presente tangibile.

Creare un piccolo rituale serale può trasformare il modo in cui affronti la notte. Invece di rimuginare sui problemi, dedica 10 minuti a nutrire attivamente il tuo senso di sicurezza interiore. Questo non risolverà magicamente i tuoi problemi finanziari, ma ti darà la calma e la lucidità necessarie per affrontarli con una mente più serena e un corpo più riposato il giorno dopo. Come afferma l’esperta Taryn Cianciaruso in un’intervista per Il Messaggero, un buon riequilibrio energetico « ci fa sentire più grati e in pace […] potenziando la nostra capacità di volerci bene e di affrontare i problemi con il sorriso ».

Rituale di sicurezza energetica serale

  1. Ancoraggio Fisico: Siediti sul bordo del letto e posiziona una Tormalina Nera o un’altra pietra di radicamento sotto ogni piede, con la punta rivolta verso l’esterno per « scaricare » le energie in eccesso.
  2. Scudo Protettivo: Chiudi gli occhi e visualizza uno scudo di luce rossa, calda e protettiva, che si forma intorno a tutto il tuo corpo, creando una bolla di sicurezza.
  3. Affermazione di Potere: Ripeti a voce bassa ma ferma per 3 volte l’affermazione: « Io sono al sicuro e supportato/a. Ho tutto ciò di cui ho bisogno in questo momento ».
  4. Compagno Notturno: Tieni in mano una pietra di Ematite o posizionala sotto il cuscino per continuare il lavoro di radicamento durante il sonno.
  5. Diario delle Credenze: Prima di dormire, dedica due minuti a scrivere su un quaderno una o due credenze limitanti sui soldi che hai notato durante il giorno (es. « Non ce la farò mai »). Riconoscerle è il primo passo per disinnescarle.

Questo rituale non è una fuga dalla realtà, ma un atto di profonda autodisciplina e amore per sé. È un modo per dire al tuo sistema nervoso: « Anche se fuori c’è tempesta, qui dentro, nel mio spazio sacro, io creo sicurezza ». È da questo stato di calma interiore che nascono le soluzioni creative e la forza per superare le difficoltà.

Da ricordare

  • Il riequilibrio dei chakra non è un obiettivo spirituale astratto, ma un percorso corporeo che parte dalla sicurezza e dal radicamento (primo chakra).
  • I sintomi fisici come il mal di schiena sono messaggi del corpo che indicano uno squilibrio energetico nelle nostre « fondamenta » esistenziali.
  • Stimolare i chakra superiori senza una base solida è controproducente e può aumentare ansia e confusione; la priorità è sempre il radicamento.

Come sbloccare il chakra della radice in 5 minuti al giorno con esercizi di radicamento?

Abbiamo visto l’importanza della visualizzazione delle radici, un esercizio potente che lavora a livello immaginifico. Ma per consolidare davvero il nostro radicamento, possiamo aggiungere un altro strato a questa pratica di 5 minuti: il potere del suono e della parola. Le vibrazioni sonore hanno un impatto diretto sul nostro corpo fisico e sul nostro campo energetico. Usare i mantra, ovvero suoni o frasi ripetute, è un modo antichissimo ed efficacissimo per riprogrammare le nostre cellule e la nostra coscienza.

Il mantra associato al primo chakra, Muladhara, è il suono « LAM ». Questa non è una parola a caso: la sua vibrazione a bassa frequenza risuona specificamente con l’area del perineo e la base della colonna vertebrale, dove risiede il primo chakra. Ripetere questo suono, anche mentalmente, aiuta a risvegliare e a consolidare l’energia in quella zona, portando stabilità e calma.

Oltre al mantra sonoro, possiamo usare il potere delle affermazioni. Se il mantra « LAM » è l’interruttore energetico, le affermazioni sono le istruzioni che diamo a quell’energia. Una delle affermazioni più potenti per il primo chakra è « IO HO ». Questa semplice frase, ripetuta con intenzione, contrasta direttamente la sensazione di mancanza e insicurezza. Non « Io avrò », ma « Io ho ». « Io ho » il diritto di essere qui. « Io ho » stabilità. « Io ho » tutto ciò di cui ho bisogno.

Integriamo ora questi elementi nella nostra pratica di 5 minuti. Dopo esserti seduto/a e aver iniziato la respirazione calmante (inspira per 4, trattieni per 2, espira per 6), inizia a ripetere mentalmente o a bassa voce il mantra « LAM ». Sentilo vibrare alla base della tua spina dorsale. Dopo un paio di minuti, passa all’affermazione. Con ogni espirazione, ripeti mentalmente « IO HO ». Lascia che questa frase riempia ogni cellula del tuo corpo, portando con sé un senso di pienezza, sufficienza e profonda sicurezza. Non stai cercando di convincerti di qualcosa di falso; stai risvegliando una verità fondamentale che il tuo stress ti ha fatto dimenticare: tu sei, e questo è abbastanza.

Iniziare il percorso di riequilibrio non richiede grandi sconvolgimenti, ma piccoli e costanti atti di consapevolezza. Per mettere in pratica questi consigli, il passo successivo consiste nell’integrare uno di questi micro-rituali nella tua giornata, partendo da quello che risuona di più con te in questo momento.

Rédigé par Sofia Ricci, Cristalloterapeuta certificata e Master Reiki, esperta nel riequilibrio dei chakra e nella pulizia dell'aura attraverso l'uso delle pietre naturali. Con un decennio di pratica olistica, insegna come integrare le vibrazioni dei cristalli nella vita quotidiana per il benessere fisico ed energetico.