
Contrariamente alla credenza popolare, la chiave per sviluppare la medianità non è « aprirsi » in modo indiscriminato, ma costruire una solida struttura energetica dal basso verso l’alto.
- Il radicamento nel mondo materiale (primo chakra) è il prerequisito fondamentale per un’apertura psichica sicura e stabile.
- La distinzione tra il rumore della mente e un autentico messaggio medianico si apprende con disciplina e verifica pratica, non con la sola fede.
Raccomandazione: Iniziare con esercizi di radicamento fisico e verifica empirica quotidiana, rimandando qualsiasi tentativo di channeling diretto a quando le fondamenta saranno incrollabili.
Molti sentono un’attrazione verso il mondo sottile, una percezione latente che suggerisce l’esistenza di « qualcosa in più ». Questa sensibilità, spesso etichettata come un « dono », porta con sé tanto fascino quanto timore. La paura più grande è quella di perdere il controllo, di non saper distinguere la realtà dall’immaginazione e di essere sopraffatti da energie sconosciute. Il consiglio comune è spesso quello di « meditare di più » o « fidarsi dell’intuito », ma queste indicazioni generiche lasciano i più proprio dove sono: bloccati tra il desiderio di esplorare e la paura di perdersi.
L’approccio convenzionale si concentra quasi esclusivamente sull’apertura dei chakra superiori, come il famoso « terzo occhio », promettendo visioni e connessioni celestiali. Ma se la vera chiave non fosse salire, ma scendere? E se tentare di aprire il tetto di una casa prima di aver costruito solide fondamenta fosse la ricetta perfetta per il crollo? La vera disciplina psichica non è un volo etereo, ma un’opera di ingegneria energetica che richiede ordine, struttura e, soprattutto, un profondo radicamento nella realtà materiale.
Questo articolo rovescia la prospettiva tradizionale. Invece di guardare verso il cielo, inizieremo dalla terra. Dimostreremo come uno sviluppo medianico sicuro e potente non sia una fuga dal mondo, ma una sua più profonda comprensione e padronanza. Costruiremo la nostra architettura energetica mattone dopo mattone, partendo dalla stabilità fisica e psicologica per arrivare, solo alla fine, a una canalizzazione chiara, controllata e realmente utile per la nostra evoluzione.
Per navigare questo percorso in modo strutturato, esploreremo le tappe fondamentali di questo allenamento. Il sommario seguente delinea la nostra progressione, un passo alla volta, verso una medianità consapevole e ben integrata nella vita di tutti i giorni.
Sommario: La costruzione della tua architettura psichica sicura
- Perché non puoi aprire il terzo occhio se prima non hai radici forti nel mondo materiale?
- È la mia mente che inventa o sto ricevendo un messaggio: come sentire la differenza vibratoria?
- Alcol, carne e caffeina: quali sostanze « sporcano » il canale medianico e quali lo puliscono?
- L’errore di bloccare le proprie doti per paura di essere presi per pazzi da amici e parenti
- Come allenare l’intuizione con piccoli giochi quotidiani (indovinare chi chiama, scegliere la fila giusta)?
- Strumenti fisici vs canalizzazione diretta: quale approccio è più sicuro per i principianti?
- Perché il mal di schiena lombare è spesso legato a un blocco del primo chakra?
- Channeling per principianti: come iniziare a ricevere messaggi dalle guide senza rischi di possessione?
Perché non puoi aprire il terzo occhio se prima non hai radici forti nel mondo materiale?
L’errore più comune nel percorso di sviluppo psichico è la fretta di accedere ai piani « alti » della coscienza, simboleggiati dal terzo occhio (chakra Ajna). Si cercano visioni, messaggi e percezioni extrasensoriali, ignorando che l’intera struttura energetica umana, la nostra architettura energetica, si regge su un fondamento: il primo chakra, Muladhara. Questo centro energetico, situato alla base della colonna vertebrale, rappresenta la nostra connessione con la terra, la stabilità, la sicurezza materiale e il diritto di esistere.
Immagina di costruire un grattacielo. Inizieresti dal tetto o dalle fondamenta? Tentare di attivare le facoltà superiori senza un primo chakra forte e sano è come installare una potente antenna parabolica su una baracca di legno durante un uragano. L’energia che si riceve, anziché essere canalizzata e compresa, diventa una forza destabilizzante che può generare ansia, confusione mentale, paranoia e un senso di « scollegamento » dalla realtà. Un radicamento solido non è un freno allo sviluppo, ma il sistema di messa a terra che permette di gestire carichi energetici più elevati in totale sicurezza.
Avere radici forti significa avere ordine nella propria vita materiale: finanze stabili, un rapporto sano con il proprio corpo, una casa sicura e relazioni equilibrate. Questi non sono « dettagli mondani » da trascendere, ma il terreno fertile da cui ogni talento, inclusa la medianità, può germogliare. Come confermano molte scuole di pensiero, la medianità non è un dono per pochi, ma un talento creativo alla portata di tutti, a patto di sintonizzarsi sulle giuste frequenze partendo da una base solida. Prima di aprire la finestra sul cosmo, assicurati che i muri della tua casa siano robusti.
È la mia mente che inventa o sto ricevendo un messaggio: come sentire la differenza vibratoria?
Questa è la domanda cruciale che assilla chiunque inizi a esplorare le proprie percezioni sottili. La mente è un generatore incessante di pensieri, paure, desideri e proiezioni. Come distinguere questo « rumore di fondo » da un’intuizione autentica o da un messaggio esterno? La risposta non risiede nel pensiero, ma nella percezione di una netta differenza vibratoria. Imparare a sentirla richiede disciplina psichica e allenamento, non analisi mentale.
Il pensiero generato dall’ego o dalla paura ha una qualità energetica specifica: è spesso caotico, ripetitivo, carico di emotività (ansia, eccitazione, dubbio) e tende a essere « rumoroso » e insistente. Un messaggio medianico autentico, al contrario, ha una vibrazione diversa: è tipicamente neutro, calmo, improvviso e « silenzioso ». Spesso arriva come un’illuminazione istantanea, un « sapere » che non ha un processo logico alle spalle. Non cerca di convincere; semplicemente, è. Il problema è che, senza allenamento, questi segnali sottili vengono facilmente sovrastati dal chiacchiericcio mentale.

Come sottolinea un’analisi della Formazione in capacità medianiche, le persone con doti innate spesso hanno canali aperti ma non sanno interpretare i segnali, sentendosi « invasi » e confusi. La formazione serve proprio a questo: a creare un « laboratorio » interiore per riconoscere le diverse frequenze. Un messaggio autentico porta con sé una sensazione di pace, chiarezza e profonda risonanza, anche se il suo contenuto può essere difficile. Il pensiero mentale, invece, lascia quasi sempre una scia di agitazione e dubbio.
Alcol, carne e caffeina: quali sostanze « sporcano » il canale medianico e quali lo puliscono?
Se il nostro corpo è l’antenna che riceve i segnali sottili, ciò che introduciamo in esso agisce come un filtro che può purificare o distorcere la ricezione. L’igiene vibratoria non è un concetto astratto, ma una pratica concreta che riguarda alimentazione, idratazione e le sostanze che assumiamo. Alcune di esse creano un « rumore di fondo » che rende quasi impossibile percepire le frequenze più delicate, mentre altre aiutano a sintonizzare e pulire il canale.
Sostanze come alcol e droghe sono universalmente riconosciute negli ambienti esoterici come estremamente dannose. Esse non « aprono » la mente, ma creano veri e propri strappi nel campo aurico, rendendo l’individuo vulnerabile a influenze energetiche di bassa frequenza, caotiche e disarmoniche. La caffeina e gli zuccheri raffinati, sebbene socialmente accettati, hanno un effetto simile al rumore bianco: creano un’iper-stimolazione del sistema nervoso che confonde i segnali deboli dell’intuizione. Anche la carne rossa, specialmente quella proveniente da allevamenti intensivi, porta con sé l’energia di stress e paura dell’animale, abbassando la vibrazione complessiva del corpo.
Al contrario, esistono elementi che supportano la purificazione del canale. L’acqua, soprattutto se informata o strutturata, agisce come un solvente energetico, aiutando a riaccordare il campo. Un’alimentazione basata su cibi vivi, come frutta e verdura fresca, innalza la frequenza vibratoria del corpo. Anche le frequenze sonore, come quelle del Solfeggio o dei canti armonici, possono agire direttamente sui chakra per ripulirli e armonizzarli. Il seguente quadro, basato su un’analisi comparativa delle sostanze, riassume questi effetti.
| Sostanza | Effetto sul canale | Impatto energetico |
|---|---|---|
| Alcol e droghe | Creano ‘buchi’ nell’aura | Aprono a frequenze basse |
| Carne rossa | Porta stress dell’animale | Abbassa la vibrazione |
| Caffeina/Zucchero | Crea rumore di fondo | Confonde segnali deboli |
| Acqua strutturata | Riaccorda il campo | Purifica e alza vibrazione |
| Frequenze Solfeggio | Armonizza i chakra | Facilita la connessione |
L’errore di bloccare le proprie doti per paura di essere presi per pazzi da amici e parenti
La paura del giudizio sociale è uno dei blocchi più potenti allo sviluppo psichico. Molte persone, dopo le prime esperienze intuitive o percezioni « strane », si scontrano con lo scetticismo, l’ironia o la preoccupazione di amici e familiari. Il timore di essere etichettati come « pazzi », « esaltati » o semplicemente « strani » spinge a reprimere queste facoltà, chiudendo un canale che stava timidamente iniziando ad aprirsi. Questo è un errore strategico che porta a frustrazione e a un senso di inautenticità.
L’impulso di cercare validazione esterna per le proprie esperienze interiori è naturale, ma controproducente nelle fasi iniziali. La medianità, come ogni altra abilità delicata, ha bisogno di un ambiente protetto per crescere, un « laboratorio segreto » dove poter sperimentare senza pressione e senza il bisogno di dimostrare nulla a nessuno. Pretendere che gli altri credano a ciò che non possono percepire è una battaglia persa in partenza. La fiducia va costruita prima all’interno, basandosi su risultati concreti e verificabili, anche se piccoli.
La soluzione non è convincere gli altri, ma creare un proprio percorso di verifica empirica privato. Invece di annunciare al mondo « ho avuto una premonizione », si documenta l’intuizione in un diario e si attende la sua eventuale conferma. Questo sposta il focus dal « credere » al « funzionare ». Quando si accumulano decine di piccole prove concrete, la fiducia in se stessi diventa incrollabile e il bisogno di approvazione esterna svanisce. A quel punto, si potrà scegliere se e come condividere le proprie esperienze, ma da una posizione di forza e sicurezza, non di bisogno.
Piano d’azione: il tuo laboratorio psichico privato
- Inizia un lavoro personale privato: Smetti di cercare approvazione esterna per le tue percezioni. Il tuo percorso è solo tuo.
- Documenta i progressi: Tieni un diario di sviluppo medianico dove annoti ogni intuizione, sogno o sensazione, senza giudizio.
- Pratica prima su te stesso: Usa le tue percezioni per prendere piccole decisioni personali e costruire fiducia nei tuoi « sensori ».
- Condividi solo i risultati concreti: Parla delle tue esperienze solo quando hai una prova verificabile del loro funzionamento, presentandola come un fatto e non come una credenza.
- Focalizzati sul « funzionare »: Come suggerisce una strategia di sviluppo per la Nuova Era, concentra la tua energia sul verificare se le tue intuizioni funzionano, non sul convincere gli altri a crederci.
Come allenare l’intuizione con piccoli giochi quotidiani (indovinare chi chiama, scegliere la fila giusta)?
La disciplina psichica non si costruisce solo con la meditazione profonda, ma anche e soprattutto attraverso un allenamento costante nella vita di tutti i giorni. L’intuizione è come un muscolo: se non viene usato, si atrofizza. I piccoli « giochi » quotidiani sono una palestra a basso rischio perfetta per esercitarla, permettendo di passare dalla teoria alla verifica empirica in modo divertente e senza pressione. L’obiettivo non è « avere ragione », ma calibrare i propri strumenti di percezione.
Questi esercizi trasformano la routine quotidiana in un campo di allenamento. Quando il telefono squilla, invece di guardare subito lo schermo, fermati un istante: chi è? Lascia che un nome o un’immagine affiori, senza pensarci. Quando sei al supermercato, invece di contare le persone in coda, « senti » quale cassa sarà più veloce. Prima di girare una carta da un mazzo, prova a indovinarne il colore (solo rosso/nero per iniziare, è una scelta al 50%). Questi non sono poteri magici, ma esercizi di focalizzazione e ascolto interiore.

La chiave è tenere un Diario dell’Intuizione. Annota le tue « previsioni » e poi verifica il risultato, assegnando un punteggio di accuratezza da 1 a 10. Questo processo ha due scopi: primo, ti fornisce dati oggettivi sui tuoi progressi; secondo, ti aiuta a riconoscere la « sensazione » fisica ed energetica associata a un’intuizione corretta. Con il tempo, noterai degli schemi. Forse le tue intuizioni visive sono più accurate di quelle uditive, o viceversa. Questo allenamento graduale costruisce la fiducia necessaria per poi affidarsi all’intuito in decisioni via via più importanti.
Strumenti fisici vs canalizzazione diretta: quale approccio è più sicuro per i principianti?
Una volta stabilite le fondamenta del radicamento, il neofita si trova di fronte a un bivio: iniziare a praticare con strumenti fisici (come tarocchi, pendoli, rune) o tentare la canalizzazione diretta, ovvero ricevere messaggi senza intermediari? Per un principiante, la scelta ha implicazioni significative in termini di sicurezza e chiarezza. L’approccio più disciplinato e graduale prevede quasi sempre di partire dagli strumenti fisici.
Gli strumenti agiscono come un « focus » strutturato. Danno alla mente qualcosa di concreto su cui concentrarsi, aiutando a bypassare l’ego e il rumore mentale. Un mazzo di tarocchi, con la sua simbologia ricca e archetipica, fornisce un linguaggio strutturato attraverso cui l’intuizione può esprimersi. Un pendolo offre risposte binarie (sì/no) che sono facili da interpretare. Questi strumenti sono come le rotelle di una bicicletta: forniscono equilibrio e sicurezza mentre si impara a « sentire » l’energia, riducendo il rischio di confondere le proprie proiezioni mentali con messaggi esterni.
La canalizzazione diretta (channeling), d’altra parte, richiede un’architettura energetica molto più robusta e una grande capacità di discernimento. Il rischio per un principiante è quello di non saper gestire il flusso di informazioni, di cadere nella « sindrome del messia » (identificarsi con i messaggi ricevuti) o di aprire canali a energie di dubbia provenienza. Per questo, è un punto di arrivo, non di partenza. Il percorso più saggio è un approccio ibrido e progressivo, come illustrato nella tabella sottostante.
| Approccio | Vantaggi per principianti | Rischi | Progressione consigliata |
|---|---|---|---|
| Strumenti fisici (tarocchi, pendolo) | Focus strutturato, bypass dell’ego | Dipendenza dallo strumento | Iniziare qui per 6-12 mesi |
| Canalizzazione diretta | Connessione immediata e pura | Confusione, sindrome del messia | Solo dopo solida preparazione |
| Approccio ibrido | Equilibrio e sicurezza | Progressione più lenta | Ideale per sviluppo graduale |
Perché il mal di schiena lombare è spesso legato a un blocco del primo chakra?
Il nostro corpo fisico è la mappa della nostra condizione energetica. Dolori e tensioni croniche non sono quasi mai casuali, ma spesso indicano blocchi o squilibri nei nostri centri energetici (chakra). Il mal di schiena nella zona lombare, in particolare, è un sintomo classico di un primo chakra (Muladhara) debole o bloccato. Questa connessione non è metaforica, ma profondamente radicata nell’anatomia energetica del corpo umano.
Il primo chakra è il nostro fondamento, associato alle radici, alla stabilità e alla sopravvivenza. Energeticamente, governa le parti più « solide » del corpo: le ossa, i denti e, in particolare, la base della colonna vertebrale, le gambe e i piedi. Come sottolinea un’analisi sull’anatomia energetica del radicamento, il suo elemento è la Terra. Quando questo chakra è in equilibrio, ci sentiamo sicuri, stabili e supportati dalla vita. Quando è bloccato, emergono insicurezza e paure legate alla sopravvivenza: preoccupazioni per il denaro, il lavoro, la casa. Questa instabilità energetica si manifesta fisicamente proprio nella zona che dovrebbe darci « sostegno »: la schiena lombare.
Lavorare per sbloccare il primo chakra, quindi, non è solo una pratica spirituale, ma un intervento concreto per alleviare un sintomo fisico. Rafforzare il radicamento significa agire su più livelli. A livello pratico, significa mettere ordine nelle proprie finanze o migliorare la stabilità lavorativa. A livello fisico, significa praticare esercizi che rafforzano il contatto con la terra. Secondo le tecniche di propriocezione, esercizi come squat, tai chi o anche un semplice auto-massaggio plantare possono riattivare potentemente questo centro energetico, contribuendo ad alleviare la tensione lombare e, allo stesso tempo, a costruire le fondamenta per uno sviluppo psichico sicuro.
Da ricordare
- Lo sviluppo medianico sicuro è una costruzione dal basso verso l’alto, non un’ascesa incontrollata.
- Il radicamento nel mondo materiale (primo chakra) è la condizione non negoziabile per gestire energie superiori.
- La disciplina e la verifica empirica sono più importanti della fede cieca per distinguere i veri messaggi dal rumore mentale.
Channeling per principianti: come iniziare a ricevere messaggi dalle guide senza rischi di possessione?
Il channeling, o canalizzazione, è una delle forme più avanzate e dirette di medianità. È anche una delle più temute, spesso associata all’idea di « possessione » o perdita di controllo. In realtà, un channeling sicuro ed etico non ha nulla a che fare con questi concetti. È una collaborazione cosciente con guide o intelligenze di frequenza più elevata, in cui il medium rimane sempre presente, cosciente e in pieno controllo. Il rischio sorge solo quando si tenta di praticarlo senza una preparazione adeguata.
Il protocollo per un channeling sicuro per principianti si basa su un principio fondamentale, ribadito da ogni serio percorso formativo: l’equilibrio. Un’eccessiva apertura dei soli chakra superiori (cuore, gola, terzo occhio) senza un equivalente radicamento dei chakra inferiori è la via maestra verso la confusione e l’interferenza. La condizione essenziale per canalizzare messaggi buoni, utili e di alta frequenza è avere un’architettura energetica solida, con il primo, secondo e terzo chakra ben attivi e stabili. Questo crea un « canale » protetto e ben definito, che non può essere « invaso » da energie disarmoniche.
Il primo passo non è « cercare di connettersi », ma preparare il proprio tempio. Questo include l’igiene vibratoria (alimentazione, pensieri), il lavoro sul radicamento e la pulizia delle proprie emozioni irrisolte. Solo quando ci si sente centrati, stabili e in pace si può iniziare a creare uno spazio sacro e a formulare un’intenzione chiara, chiedendo di connettersi solo con guide di massima frequenza luminosa per il proprio bene supremo. L’allenamento non è ricevere il messaggio, ma diventare un canale così puro e stabile che il messaggio non possa che essere chiaro e amorevole.
Il passo successivo consiste nell’applicare questi principi con costanza, iniziando oggi stesso dal primo esercizio di radicamento per costruire la tua stabilità interiore, mattone dopo mattone.
Domande frequenti sullo sviluppo sicuro della medianità
Quanto tempo serve per sviluppare capacità di channeling sicure?
Lo sviluppo richiede anni di pratica costante, non settimane. È un percorso graduale di crescita personale ed evolutiva negli strati profondi dell’Anima, che va di pari passo con la maturazione e la stabilità psicologica dell’individuo.
Qual è l’errore più comune dei principianti nel channeling?
L’errore più comune è tentare la canalizzazione diretta senza una solida preparazione energetica e psicologica. Questo porta spesso a due rischi principali: l’identificazione con i messaggi ricevuti (la cosiddetta « sindrome del messia ») e una profonda confusione psicologica, non sapendo più distinguere la propria volontà da quella delle entità canalizzate.